L'acquario d'acqua dolce:guida per allestirlo

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  1. almamarina
     
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    L'acquario d'acqua dolce



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    Allestimento dell'acquario d'acqua dolce.
    Prima di allestire un acquario, bisogna scegliere con cura il posto in cui situarlo. L'acquario tropicale deve essere vicino a una presa di corrente e, qualunque sia il tipo di acquario desiderato, vi deve essere sempre spazio sufficiente sopra e attorno per permettere un facile accesso alla vasca e per sistemare l'attrezzatura esterna (come i filtri a cassetta e la pompa a vuoto). Il peso di un acquario, una volta completamente arredato è notevole e quindi è necessaria una base solida. E' anche importante assicurarsi che la vasca sia posta in piano. Un acquario che non è in piano, oltre a sembrare innaturale, col livello dell'acqua in pendenza, può essere sottoposto a pressione d'acqua non equilibrata. Una spessa lastra di polistirolo espanso posta sotto la vasca fa da cuscino (pareggiando le superfici irregolari) e da isolatore termico. Una volta scelta la posizione per la vasca, il passo successivo è di allestire e di arredare l'acquario. La descrizione che segue riguarda un acquario tropicale, ma le informazioni fornite sono applicabili anche alla vasca d'acqua fredda, con l'evidente eccezione delle notizie riguardanti il riscaldamento. Le vasche possono essere di materiali diversi, di dimensioni varie e anche di seconda mano, ma prima di metterle in uso si devono provare per vedere se perdono acqua. E' bene preparare un progetto prima di cominciare ad arredare la vasca, in modo da lavorare per una composizione già prevista; ciò fa sprecare molto meno tempo che creare un progetto via via che si procede nel lavoro. Secondo le dimensioni della vasca, si possono sistemare (precedentemente ben lavate) la ghiaia e le rocce artificiali prima che la vasca venga messa nel posto voluto. Le rocce più grandi vanno poste direttamente sul fondo della vasca (per impedire un futuro crollo) e la ghiaia va sistemata in terrazze o gradini degradanti dal retro verso la parte anteriore dell'acquario e, se la dimensione della vasca lo permette, da un'estremità all'altra. Si usano pezzi più piccoli di roccia per tenere ferme sul posto le "terrazze" o i gradini. Si possono nascondere dietro le rocce riscaldatori, termostati e pietre porose, ma bisogna assicurarsi che il riscaldatore sia libero ghiaia. Si deve sistemare il termostato all'estremità opposta della vasca, rispetto a quella ove si trova il riscaldatore. NON BISOGNA MAI INSERIRE LA CORRENTE ELETTRICA FINCHE' L'ATTREZZATURA PER IL RISCALDAMENTO NON E' COPERTA DALL'ACQUA. La vasca va riempita in modo da non mettere fuori posto la ghiaia del fondo. Si può mettere sulla ghiaia un piatto o una bacinella in modo che l'acqua che trabocca da questi riempia la vasca senza rovinare la sistemazione dell'acquario. Le piante si possono disporre nell'acquario asciutto o già pieno d'acqua, secondo le preferenze personali, ma il metodo "umido" è forse il più largamente utilizzato perché prendono immediatamente le loro posizioni naturali e l'acquariofilo può vedere l'effetto della sistemazione man mano che procede. In una acquario progettato per Pesci rossi, si devono proteggere le piante contro le abitudini "distruttive" dei pesci, mettendo qualche sasso attorno al colletto delle piante. Sistemare le piante, riempite adagio la vasca. Ora si possono allacciare gli impianti di riscaldamento, d'illuminazione e di filtrazione. La scatola del filtro è poi riempita con un adatto materiale filtrante, il sifone interno caricato e la scatola del filtro riempita d'acqua. Il compressore viene connesso alla pietra porosa e al filtro. Solo dopo che le mani sono fuori dall'acqua, si può inserire la corrente. Dopo qualche ora la temperatura si stabilizzerà e l'acqua diventerà limpida. Si deve illuminare l'acquario come se fosse abitato da pesci e lasciare inalterato l'acquario nel suo complesso per almeno due settimane (o anche più). Questo periodo permetterà alle piante di emettere radici senza essere disturbate, e il filtro biologico, se applicato, svilupperà la sua colonia batterica. In questo periodo preliminare non va somministrato alcun alimento. Questo è il momento in cui l'acquariofilo può "conoscere" il suo acquario. Una volta compiuto il rodaggio dell'acquario e avendo creato un secondo ambiente naturale, è il momento di immettere i pesci.

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    L'acqua.
    Tra i componenti dell'acquario, l'acqua è la più importante. L'acqua comunemente usata per gli acquari d'acqua dolce proviene dalle condutture dell'acqua potabile ed è di una "qualità" adatta più al consumo dell'uomo che al mantenimento dei pesci. La "qualità" dell'acqua potabile può variare secondo le differenti aree di raccolta. La gran parte dei pesci si adattano assai rapidamente, alla comune acqua potabile e solo se si tengono delle specie assai specializzate è necessario prendere in considerazione l'esame dettagliato della composizione dell'acqua. Vi sono due principali indici dell'acqua che sono: il pH e il DH o, in altre parole il grado di acidità o di alcalinità dell'acqua (pH); e il fatto che sia "dura" cioè calcarea; oppure o "molle" o "tenera" cioè non calcarea (DH). L'estensione del pH è calcolata lagaritmicamente da 0 (l'acidità più forte) a 14 (l'alcalinità più forte), con un punto neutro (né acido né alcalino) a 7. In un acquario d'acqua dolce l'acqua dev'essere compresa solo tra limitati valori di questa scala, approssimativamente da 6,5 a 7,5, mentre il pH dell'acquario d'acqua marina è compreso all'incirca tra 7,8 e 8,5. In un acquario si trovano probabilmente pesci provenienti da acque di entrambi i tipi. La durezza è dovuta ai sali disciolti nell'acqua; alcuni si possono eliminare con la bollitura (durezza temporanea), altri no. Vi sono indicatori per determinare i fattori della durezza che possono riguardare la durezza "generale" o quella "specifica" prodotta dalla presenza di carbonato di calcio (CaCO3), o di ossido di calcio (CaO). Esistono varie unità di durezza: ppm (parti per milione), °DH (gradi tedeschi) o durezza (scala di Clark). Quando si esprime la durezza in ppm, è generalmente accettato che si riferisce alla durezza dovuta al carbonato di calcio, e non alla durezza "generale". Si può abbassare la durezza dell'acqua unendovi una data quantità di acqua più tenera, cioè acqua distillata o piovana; oppure, secondo un metodo più sofisticato, usando resine che rendono l'acqua meno calcarea. Si potrebbe pensare che la durezza costituisca un problema, ma non è così; vi sono infatti molti pesci tra cui le specie vivipare, e i Ciclidi dai colori sgargianti dei laghi africani.

    Un modo semplice per tener l'acqua sana, con bassi livelli di prodotti di rifiuto e di sostanze tossiche sciolte nell'acqua, è di seguire regolarmente un programma di cambiamenti parziali dell'acqua, circa il venti per cento ogni due tre settimane per l'acquario d'acqua dolce, in proporzioni maggiori, e forse anche con cambi più frequenti, per l'acquario marino. E' importante che l'acqua di sostituzione immessa sia sempre della stessa qualità e alla medesima temperatura di quella che viene tolta.


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    Filtri e filtrazione.

    Poiché nell'acquario l'acqua è ferma, non può auto-depurarsi come avviene in natura. Tutto ciò che penetra nell'acqua influisce in qualche modo su di essa: il cibo non mangiato, le foglie delle piante in putrefazione, i pesci morti e i prodotti di rifiuto dei pesci. I regolari ma parziali cambiamenti dell'acqua aiutano a rinnovare l'acqua ma solo in parte, non completamente. Fortunatamente non è difficile ottenere un'interrotta filtrazione dell'acqua dell'acquario e ciò grazie a molti tipi di filtri efficienti di varia forma, dimensione e prezzo. Il compito principale di un filtro è di togliere dall'acqua i materiali estranei e dannosi; il che si ottiene con due metodi. Sia l'uno che l'altro, o entrambi assieme, si possono utilizzare in un medesimo acquario. I due metodi sono la filtrazione meccanica e la filtrazione biologica.

    Nel primo metodo l'acqua viene fatta passare attraverso un mezzo filtrante che trattiene il materiale sospeso nell'acqua, l'acqua pulita viene poi fatta ritornare nella massa d'acqua dell'acquario. Il mezzo filtrante è in genere ovatta di perlon o qualche altra sostanza sintetica soffice. Questi tipi di filtri si possono sistemare sia all'interno che all'esterno dell'acquario e possono funzionare sia mediante l'aria (proveniente da un compressore) sia mediante una piccola pompa idraulica azionata da corrente elettrica. Il filtro più semplice è il "filtro-spugna", in cui l'acqua viene fatta passare attraverso un blocco di gomma spugnosa montato su un tubo erogatore (che funziona da pompa idraulica, azionato ad aria compressa). Questo filtro ovviamente ha una limitata capacità di trattenere i rifiuti e non è adatto per grandi vasche. E' invece adatto per piccole vasche, come per allevare avannotti, non essendoci il pericolo che questi siano aspirati nel filtro. In tutti i sistemi si filtri azionati ad aria compressa la pompa dell'aria dev'essere posta sopra il livello dell'acqua dell'acquario per impedire che questo subisca qualche danno dal ritorno dell'acqua nel sifone, che potrebbe bloccare la pompa. Un sistema di filtrazione più progredito, che aumenta maggiormente la quantità d'acqua trattata, si ottiene motorizzando il filtro a scatola esterno. I filtri più potenti sono tutti cappottati e non hanno dispositivi a sifone per alimentare il filtro. Il materiale filtrante deve essere pulito o sostituito regolarmente. L'esatto valore di questa "regolarità" dipende dalla quantità e dal tipo di alimento somministrato, dalla dimensione della vasca e dall'efficienza del filtro. Un filtro molto sporco può indicare che è molto efficiente ma bisogna ricordare che tutta l'acqua dell'acquario circola di continuo attraverso questo accumulo si sporcizia con la conseguenza che dannose tossine possono essere riportate nell'acquario. Oltre all'ovatta di perlon o di altre resina sintetica inerte, si possono usare diversi materiali filtranti per altri importanti scopi. Il carbone attivo assorbe alcuni dei prodotti di rifiuto nell'acqua; la torba aumenta l'acidità dell'acqua, sempre vantaggiosa se i pesci cercano di deporre le uova ; ma si possono anche usare entro il sistema di filtrazione certe resine che tolgono durezza all'acqua.

    Descriviamo il funzionamento di un filtro biologico sotto-ghiaia. La filtrazione biologica si vale dell'azione batterica per purificare l'acqua e utilizza la ghiaia dell'acquario come materiale filtrante, non come un mezzo che "intrappola", ma come sede abituale di colonie di batteri aerobici. L'acqua viene fatta circolare attraverso la ghiaia verso il basso o verso l'alto nei sistemi a flusso invertito, mediante un sistema di piastre o tubi sotto la ghiaia.

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    Illuminazione e riscaldamento.

    Nell'acquario la luce è necessaria per diversi motivi. Stimola l'attività dei pesci, fornisce alle piante l'energia necessaria per la fotosintesi clorofilliana, e infine consente al proprietario di vedere cosa succede nella vasca. Il sistema d'illuminazione è generalmente contenuto nel coperchio dell'acquario. Questo, oltre a contenere le lampade e a limitare l'eccessiva evaporazione, impedisce che la povere (e ogni materiale estraneo) penetri nell'acquario, o saltino fuori i pesci amanti di avventure. L'impianto di illuminazione può essere fatto con tubi a fluorescenza o con lampade al tungsteno. Il sistema a fluorescenza consente l'uso di lampade di vario tipo e colore: a "luce diurna", bianco-calda, o a luce "solare", o in altre diverse tonalità che fanno risaltare i colori e favoriscono lo sviluppo delle piante. E' bene decidere il sistema da adottare solo dopo aver valutato i vantaggi e gli svantaggi di entrambi i tipi. L'apparecchiatura con lampade al tungsteno non è cara, è semplice da installare ma piuttosto costosa nel funzionamento: le lampade sono di breve durata ed emettono molto calore. I sistemi a fluorescenza sono più costosi al momento dell'acquisto, un po' più complicati da installare (essendo necessario un relè d'accensione), ma meno costosi nel funzionamento; hanno durata maggiore e emettono minor calore. Alcuni acquariofili trovano che una combinazione di entrambi i sistemi dà i migliori risultati sia per i colori sia per lo sviluppo delle piante. La quantità di luce richiesta è di circa 10-15 ore al giorno, con modifiche per soddisfare da una parte il proprietario dell'acquario e dall'altro per ottenere un buon sviluppo delle piante, senza provocare uno sviluppo eccessivo di alghe. Lo sviluppo delle alghe indica normalmente che vi è troppa luce o che vi sono poche piante. I pesci sono suscettibili allo shock, e un improvviso fascio di luce, o analogamente, l'improvvisa oscurità quando le lampade vengono spente possono risultare dannose a certe specie molto delicate. E' buona norma assicurarsi che vi sia già una certa illuminazione nella stanza prima di accendere l'illuminazione dell'acquario, come anche che l'illuminazione della stanza continui ancora un certo tempo, una volta spente le luci dell'acquario. Come alternativa si può usare un oscuratore sovente collegato con un orologio.

    Il riscaldamento dell'acqua dei moderni acquari si effettua di norma elettricamente, con piccoli riscaldatori in vetro da immergere, controllati da termostati (sommersi o esterni). Si trovano in vendita riscaldatori di diversa potenza (misurata in watt) che vanno scelti secondo la dimensione della vasca; un grande riscaldatore che può riscaldare rapidamente una piccola vasca deve sempre essere munito di termostato. Un piccolo riscaldatore non potrà da solo riscaldare una vasca capiente; in questo caso si possono usare due riscaldatori, ciascuno controllato da un proprio termostato. Secondo una regola approssimativa occorrono 10 watt per riscaldare cinque litri d'acqua. Per le vasche più grandi si può suddividere il totale di watt occorrenti tra due riscaldatori separati. Si ricorda che quanto più grande è l'acquario , tanto più lentamente avvengono i cambiamenti di temperatura. Vi sono vari tipi di termometri per acquario, ma anche solo dopo pochi mesi di esperienza personale lo stesso proprietario dell'acquario sarà in grado di valutare la temperatura dell'acqua semplicemente appoggiando il palmo della mano contro il vetro anteriore.


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    L'arredamento della vasca.

    E' bene disporre nell'acquario, oltre alle piante (che parleremo nel capitolo successivo), anche rocce e radici in modo da formare un "paesaggio" che rompa l'uniformità di un disegno piatto. Sebbene si arredi l'acquario a vantaggio dei pesci, tanto meglio se l'ambiente progettato piace anche a chi lo guarda. Si deve avere molta cura nella scelta delle rocce da usare nell'acquario, specialmente se si devono mantenere inalterate le specifiche condizioni dell'acqua. Masse frastagliate di rocce possono apparire di grande effetto, ma non vanno bene in un acquario, dove i pesci possono facilmente ferirsi contro quegli elementi che pur sembrano così decorativi. Non è detto che tutte le rocce dell'acquario debbano essere perfettamente arrotondate, anzi le forme irregolari ma ben levigate sono molto richieste. Una volta scelte, le rocce si possono disporre in gradini, in terrazze, o in gruppi per formare grotte e spaccature; e si possono anche fissare direttamente alle pareti dell'acquario con mastice al silicone. Quando si sistemano rocce artificiali, bisogna evitate un paio di tranelli: le masse rocciose più grosse vanno sistemate direttamente sulla base della vasca, non appoggiate sopra la ghiaia. Molti pesci sono esperti scavatori e un blocco roccioso vacillante può provocare gravi danni. In genere non è bene mettere rocce calcaree nell'acquario d'acqua dolce (a meno che sia un acquario con acqua dura che ospita quei pesci che tollerano tali condizioni), tuttavia queste rocce sono utili nell'acquario marino dove contribuiscono a mantenere il pH al giusto livello.

    Un altro materiale utili per arredare l'acquario è il legno. Certi rami di alberi sembrano, sott'acqua, vecchie radici o ceppi sommersi. Bisogna prendere anche in questo caso alcune precauzioni; si deve usare solo legno molto da tempo , o il "legno pietrificato" o fossile che si può acquistare da commercianti d'articoli acquatici o nei negozi dei fiorai. Il legno tende a galleggiare, ma si può ovviare all'inconveniente in due modi: facendo bollire il legno per parecchie ore, e poi lasciandolo per parecchi giorni (o anche settimane) a bagno in acqua cambiata di frequente; ciò non solo rende il legno pulito e libero da parassiti, ma lo impregna di acqua e quindi lo fa pesare più dell'acqua. Un'altro metodo consiste nel fissare con una vite di plastica il ceppo o il ramo a un pezzo sottile di ardesia e poi seppellirla sotto la ghiaia perché il suo peso trattenga sul fondo il legno. Esistono in commercio anche rocce e ceppi realizzati con materiale sintetico, fabbricati con resine e il loro calco viene fatto con uno stampo modellato su un vero ceppo i ramo. Tali strutture sommerse sono pure utili ai pesci per deporvi le uova e come riparo, dietro cui il proprietario dell'acquario può nascondere qualche attrezzatura, come per esempio i riscaldatori o i diffusori.


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    Normale manutenzione dell'acquario.

    Come una macchina richiede una regolare manutenzione per essere sempre efficiente, così l'acquario deve essere sottoposto a regolari controlli e revisioni (sebbene più biologici che meccanici). Non si devono dimenticare questi lavori di routine, perché richiedono pochissimo tempo e fatica per far funzionare tutto alla perfezione. Due regole fondamentali da osservare sono:

    Fare attenzione!!! A non superalimentare o non sovraffollare mai il vostro acquario i rischi sono quelli di fa morire i pesci



    LAVORI DA ESEGUIRE

    Controllare la temperatura.
    Controllare il numero dei pesci.
    Verificare l'efficienza degli apparecchi.
    Cambiare parte dell'acqua.
    Controllare i valori chimico-fisici dell'acqua.
    Togliere le foglie morte.
    Ripulire i vetri dell'acquario.
    Eliminare eventuali incrostazioni dalle lampade.
    Controllare le tubature dell'aria e dell'acqua.
    Sifonare il fondo.
    Ripulire il filtro.
    Ripristinare il livello dell'acqua.


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    Edited by almamarina - 3/9/2010, 21:11
     
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